aprile 24, 2017Numero di Telefono: 02 / 80294401Email: mbac-pm-lom@mailcert.beniculturali.it

Grotte di Catullo

Grotte di Catullo

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25 APRILE: MUSEI STATALI APERTI PER UNA FESTA DELLA LIBERAZIONE ALL’INSEGNA DELLA CULTURA
Musei, monumenti e siti archeologici statali saranno aperti per la Festa della Liberazione all’insegna della cultura, i siti culturali gestiti dal Polo Museale della Lombardia, diretti da Stefano L’Occaso, rimarranno aperti al pubblico.
ecco l’elenco completo dei musei Statali e i siti aperti afferenti il Polo Museale della Lombardia :

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Miniatura logo Grotte Pasqua 2017

APERTURE STRAORDINARIE IN OCCASIONE DELLE FESTIVITA’ PASQUALI
Apertura straordinaria Domenica 16 e lunedì 17 aprile, in occasione delle festività di Pasqua e Lunedì dell’Angelo, le Grotte di Catullo resteranno aperte e non solo si informa che, grazie alla preziosa disponibilità del personale del Museo, Le Grotte di Catullo di Sirmione rimarranno aperte nelle seguenti settimane di aprile con i seguenti orari:
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Linea sitoCenni storici e descrizione

La grande villa, al di sotto della quale sono state rinvenute strutture del I secolo a.C. viene edificata agli inizi del I secolo d.C. La villa doveva essere in stato di abbandono già nel III secolo d.C. quando parte della sua decorazione architettonica viene reimpiegata nell’altra villa romana di Sirmione, quella di Via Antiche Mura. Fra il IV secolo e il V secolo le imponenti strutture superstiti della villa vengono incluse nelle fortificazioni che recingono la penisola di Sirmione e all’interno dei resti dell’edificio romano vengono realizzate delle sepolture.

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Nel corso dei secoli, come si è detto, diversi cronisti e viaggiatori visitano le rovine, ma i primi studi concreti su di esse vengono effettuati solamente nel 1801 dal generale La Combe St. Michel, comandante d’artiglieria dell’esercito di Napoleone Bonaparte. Successivamente, il conte veronese Giovanni Girolamo Orti Manara esegue scavi e rilievi, ancor oggi fondamentali, che pubblica nel 1856.

Nel 1939 la Soprintendenza per i beni archeologici avvia un ampio programma di scavi e restauri, acquisendo infine nel 1948 l’intera area per permettere un’adeguata tutela del complesso, immerso nel suo ambiente naturale. Durante gli anni novanta del Novecento ulteriori studi hanno confermato che la costruzione è stata realizzata attraverso un progetto unitario, che ne ha definito l’orientamento e la distribuzione degli spazi interni secondo un preciso criterio di assialità e di simmetria.

Il complesso archeologico, ancora oggi portato alla luce solo parzialmente, copre un’area di circa due ettari. La villa ha pianta rettangolare, di 167 x 105 metri, con due avancorpi sui lati corti nord e sud. Per superare l’inclinazione del banco roccioso su cui fu impostato l’edificio vennero create grandi opere di sostegno (sostruzioni) nella parte settentrionale e furono effettuati imponenti tagli per modellare il banco roccioso. Questi ultimi sono particolarmente ben visibili sul lato ovest (Grande Criptoportico) e sul lato orientale dell’avancorpo settentrionale.

Il piano nobile, corrispondente agli ambienti di abitazione del proprietario, risulta il più danneggiato, sia perché era il più esposto sia perché la villa, dopo il suo abbandono, è stata per secoli una cava di materiali. Meglio conservati sono il piano intermedio e quello inferiore. L’ingresso principale dell’edificio si trovava nell’avancorpo meridionale. La villa era caratterizzata da lunghi porticati e terrazze aperti verso il lago lungo i lati est e ovest, comunicanti a nord con un’ampia terrazza belvedere, munita di velarium.

min cripto grotte

Lungo il lato occidentale, oggi è visitabile il criptoportico, una lunga passeggiata un tempo coperta. Le parti residenziali dell’edificio erano situate nelle zone nord e sud, mentre la parte centrale, costituita oggi dal Grande Oliveto, era occupata da un esteso giardino. Sul lato meridionale, sotto un pavimento in opus spicatum, si trova una grande cisterna lunga quasi 43 metri, che raccoglieva l’acqua necessaria per gli usi quotidiani. L’ampio settore termale della villa, costituito da diversi vani situati nella zona sud occidentale, tra i quali la cosiddetta piscina, fu ricavato probabilmente all’inizio del II secolo. I vari ambienti della villa possiedono suggestivi nomi convenzionali, derivati da una tradizione locale consolidata oppure da interpretazioni e denominazioni date durante i primi scavi. Fra le rovine, ad esempio, si possono trovare l’Aula a tre pilastri, il Lungo corridoio, la Trifora del Paradiso, il Grande Pilone, la Grotta del Cavallo, il Grande Oliveto prima citato e l’Aula dei Giganti.

Nel 1999, all’interno del parco che accoglie i resti della villa, è stato inaugurato il Museo. Esso ospita numerosi reperti provenienti dagli scavi della villa romana delle “Grotte di Catullo”, da altre ville romane situate sul lago di Garda (villa di via Antiche Mura a Sirmione e villa di Toscolano) e da altri siti archeologici della zona. Il Museo è organizzato in più sezioni.

min - museo archeologico grotte di catullo

Il Museo archeologico di Sirmione
sito all’interno dell’area archeologica, è stato aperto al pubblico nel giugno 1999 in sostituzione del precedente piccolo Antiquarium per offrire alla pubblica fruizione un numero maggiore di reperti rinvenuti nell’area archeologica delle Grotte di Catullo.

Il Museo, che si configura come un supporto alla visita della villa romana e degli altri resti monumentali conservati a Sirmione, raccoglie le testimonianze della storia più antica della cittadina, dagli oggetti recuperati nelle palafitte sommerse lungo le coste della penisola (San Francesco, Maraschina, Porto Galeazzi, Lugana Vecchia) a quelli rinvenuti nei numerosi scavi di età romana e medievale fra cui, per importanza, si distinguono quelli relativi al grandioso edificio romano di Via Antiche Mura, alle chiese di San Pietro in Mavinas e San Salvatore nonché alla necropoli longobarda del colle di Cortine.

Fra i materiali provenienti dalle Grotte di Catullo spiccano gli splendidi frammenti della decorazione ad affresco che arricchiva gli ambienti residenziali della villa. Inquadrabili nel cosiddetto III stile pompeiano, caratterizzato dalla presenza di aeree e fantasiose architettture che suddividono e riorganizzano lo spazio delle pareti e dal frequente inserimento di quadretti paesaggistici, figure, candelabri vegetali e motivi fantastici, questi pezzi ci restituiscono l’immagine di una dimora raffinata e policroma.

Attirano l’attenzione anche i raffinati stucchi e i frammenti della decorazione architettonica (basi, colonne e capitelli) che scandiva la struttura. Oltre ai materiali da Sirmione, sono presenti anche reperti ritrovati in altri insediamenti situati presso il lago di Garda, così da offrire al visitatore un panorama più generale del territorio.

Si segnalano in particolare il corredo della tomba cenomane rinvenuta a Lonato e i materiali dalle ville romane di Toscolano Maderno e Desenzano-Faustinella.

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L’ uliveto storico
L’uliveto che circonda i resti archeologici è composto da circa 1500 piante appartenenti alle varietà tradizionali coltivate sul Lago di Garda (Casaliva, Gargnà, Leccino), fra cui sono compresi alcuni esemplari secolari.
I più vecchi, la cui età è stata stimata in 400-500 anni, potrebbero essere stati muti testimoni della visita nel marzo 1514 ai resti della villa da parte di Isabella d’Este, moglie del marchese di Mantova Francesco Gonzaga e che volle radunare attorno a sé alcuni dei principali artisti e letterati rinascimentali.

Grazie alle cure prestate negli ultimi anni, l’uliveto è tornato a produrre olive da cui viene estratto un olio extra vergine di grande qualità.

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