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Museo Archeologico Nazionale della Lomellina

Museo Archeologico Nazionale della Lomellina


Cenni storici e descrizione 

Inaugurato nel 1998 e ampliato nel 2006, raccoglie, all’interno di alcuni spazi molto suggestivi del Castello Sforzesco di Vigevano, le testimonianze archeologiche provenienti da scavi o recuperi occasionali nel territorio Lomellino, dal periodo celtico (II-I sec. a.C.) all’ Alto Medioevo (VII-VIII secolo d.C.. Di particolare rilievo nell’ambito della raccolta la sezione dedicata ai riti funebri e ai corredi funerari. Sono presenti testimonianze della Lomellina (Valeggio, Tromello, Dorno, Zinasco, Vigevano) con lo scopo di diffonderne la conoscenza e favorirne la fruizione da parte di un vasto pubblico in visita alla città e ai suoi monumenti.

Le sale del Museo ospitano sezioni relative a diverse epoche, dall’Età celtica a quella altomedievale.La scuderia quattrocentesca, prima sala del Museo, è dedicata alle necropoli tardoceltiche e romane, che costituiscono la documentazione archeologica più significativa del territorio. All’interno dei corredi funerari, oltre al vasellame in terracotta e a strumenti e ornamenti metallici, si segnalano particolarmente i vetri, pregevoli per varietà e bellezza di forme, e la coroplastica, che, seppur meno raffinata, consente interessanti osservazioni sul rituale funerario.

Altre due sale sono dedicate rispettivamente all’Età tardoantica ed altomedievale e al territorio di Vigevano dalla Preistoria all’Età romana.
L’ultima sala è riservata alle esposizioni a rotazione. L’ampio salone adiacente alla scuderia, destinato in futuro a ospitare la sezione preistorica e protostorica, è attualmente utilizzato per mostre temporanee, conferenze o attività didattiche.

La scuderia
Nel 1471, Galeazzo Maria Sforza affidò a Maffeo da Como la realizzazione delle due scuderie poste sul lato ovest del cortile, tra cui quella in cui è attualmente ospitato il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina.

Le precedenti “stalere” vennero trasformate con la realizzazione, al piano inferiore, di uno spazio a tre navate divise da colonne in serizzo con capitelli anch’essi in serizzo. La scuderia è coperta da volte a crociera in muratura, che conferiscono alla struttura un aspetto di raffinata eleganza.
Fu invece Ludovico il Moro a chiudere il cortile con l’aggiunta dell’ultima scuderia, adiacente alla torre. Inoltre uniformò le facciate degli edifici con una decorazione a finta architettura ideata da Bramante.

interno museo vigevano

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