dicembre 18, 2017Numero di Telefono: 02 / 80294401Email: mbac-pm-lom@mailcert.beniculturali.it

Palazzo Besta

Palazzo Besta

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Senza titolo-1

Museo di Palazzo Besta Via Fabio Besta, Teglio (SO)
Siamo lieti di invitarvi all’inaugurazione della Mostra sabato 23 settembre, ore 17,00
I Besta ed i GuicciardiIn pace egualmente che in guerra illustri.
Spunti per la storia di due famiglie nobili valtellinesi attraverso i documenti d’archivio

Intervengono
Direttore Museo di Palazzo Besta
Flora Berizzi
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MIN  polo  orari apertura 14 e 15 agosto 2017

APERTURA MUSEI E SITI ARCHEOLOGICI 14 e 15 AGOSTO 2017
Quest’anno il giorno prefestivo del 14 e il festivo del 15 agosto ricadono rispettivamente di lunedì e martedì , coincidono con l’eventuale chiusura settimanale di diversi musei, aree archeologiche, parchi, ma grazie alla disponibilità del personale si e’ potuto mantenere aperti i siti che rimarranno fruibili nel corso delle giornate estive, offrendo a cittadini e turisti un’occasione privilegiata per trascorrere un 14 e 15 agosto speciale, all’insegna di una grande festa della cultura e godere dello straordinario patrimonio culturale.
Vedi elenco dei luoghi della cultura aperti:

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 festa della musica 2017

21 GIUGNO 2017 | FESTA DELLA MUSICA
Aperte le iscrizioni per l’edizione 2017
Da questa edizione il Mibact ha deciso di dare un forte segnale per la promozione di una delle Feste più affascinanti che la cultura possa offrire. La Festa della Musica. Una festa che, come avviene in altre parti d’Europa, coinvolga in maniera organica tutta l’Italia trasmettendo quel messaggio di cultura, partecipazione, integrazione, armonia e universalità che solo la musica riesce a dare. .
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MIN -musei in contest-raccontare l'indicibile 2017

FESTA DEI MUSEI: SABATO E DOMENICA 20-21 MAGGIO 2017
Dopo il successo dell’edizione 2016 dedicata a “Musei e Paesaggi culturali” (www.beniculturali.it/festadeimusei2016), il 20 e 21 maggio il MiBACT torna a celebrare la Festa dei Musei.
In continuità con il tema proposto da ICOM per la prossima “Giornata internazionale dei Musei” del 18 maggio, la Direzione generale Musei ha deciso di incentrare questa seconda edizione sul tema “Musei in Contes[x]t: raccontare l’indicibile nei musei”.
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MIN _LOGO 1  maggio 2017

APERTURA DEI SITI MUSEALI DEL 1° MAGGIO 2017
Qui’ di seguito troverete l’elenco delle aperture dei Musei afferenti a questo Istituto, desideriamo con l’occasione rimarcare la disponibilità del personale dei Musei e ringraziarli per la loro adesione alle aperture.
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MIN _Logo grafica pangrazio festa della liberazione

25 APRILE: MUSEI STATALI APERTI PER UNA FESTA DELLA LIBERAZIONE ALL’INSEGNA DELLA CULTURA
Musei, monumenti e siti archeologici statali saranno aperti per la Festa della Liberazione all’insegna della cultura, i siti culturali gestiti dal Polo Museale della Lombardia, diretti da Stefano L’Occaso, rimarranno aperti al pubblico.
ecco l’elenco completo dei musei Statali e i siti aperti afferenti il Polo Museale della Lombardia :

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Miniatura logo Pasqua 2017

APERTURA STRAORDINARIA DELLA ROCCA SCALIGERA DURANTE LE FESTIVITA’ PASQUALI
Augurando una Buona Pasqua a tutti cogliamo l’occasione per darvi comunicazione del nuovo orario domenicale: a partire dalla Domenica di Pasqua la Rocca rimarrà aperta al pubblico con orario continuato dalle ore 9:15 alle 17:45, ultimo ingresso ore 17:15.
Lunedì di Pasquetta la Rocca rimarrà aperta tutto il giorno dalle ore 8:30 alle 19:30, ultimo ingresso ore 19:00. Tanti Auguri a tutti!!!
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Palazzo Besta

Cenni storici e descrizione

Palazzo Besta sorge nell’antico borgo di Teglio, da cui deriva il toponimo Valtellina. E’ una splendida dimora rinascimentale, costruita dalla nobile famiglia Besta su preesistenti edifici medievali a partire dalla metà del XV secolo per volere di Azzo I, seguendo il modello dei palazzi delle grandi signorie del tempo. Fu completata dal figlio di quest’ultimo, Azzo II, che con la moglie Agnese Quadrio vi tenne una piccola corte, dove convenivano artisti, letterati e filosofi.

Nel XVIII secolo il complesso divenne proprietà della famiglia Morelli, che fece costruire due pregevoli stue in legno, denominate anche sale d’inverno. Nel corso del XIX secolo l’edificio fu smembrato tra diversi proprietari e utilizzato come abitazione di contadini e rimessaggio agricolo. Nel 1913-1914, dopo lunghi anni di incuria e abbandono, grazie all’interessamento di molte personalità della cultura dell’epoca, fu acquistato dallo Stato Italiano e sotto la sapiente guida dell’architetto Luigi Perrone cominciarono grandi lavori di restauro, che terminarono nel 1927. Palazzo Besta divenne così la bella casa-museo che si può visitare oggi.

La facciata principale di Palazzo Besta è articolata su due piani, separati da un’alta fascia decorata a rombi. Appena attraversato l’elegante portale rinascimentale in pietra si accede ad un cortile quadrato, il vero cuore dell’edificio. Un ampio porticato al piano terreno distribuisce locali di servizio, mentre un loggiato su tre lati disimpegna al primo piano le sale di rappresentanza. Le pareti del cortile presentano pregevoli decorazioni ad affresco. Una fascia decorata a grottesche e medaglioni, che racchiudono ritratti di personaggi abbigliati all’antica, separa i primi due piani. Al secondo piano sono invece rappresentate a monocromo storie tratte dall’Eneide di Virgilio. Anche tutte le sale di rappresentanza, di ampie proporzioni, sono ricche di decorazioni.

Il Salone d’Onore presenta alle pareti notevoli repertori di pitture; la sala è scandita da lunette, al di sotto delle quali sono rappresentati 24 episodi tratti dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Nella volta, il pittore settecentesco Giuseppe Prina ha invece ritratto La regina di Saba ricevuta da re Salomone. La Sala della Creazione è interamente rivestita da un ciclo di affreschi ispirati alle storie bibliche della Genesi; nella volta è anche affrescata la carta geografica del mondo conosciuto nel XVI secolo, opera molto interessante perché riproduce un disegno del famoso cartografo tedesco Caspar Vopell e testimonia gli interessi culturali e scientifici della famiglia Besta.

La Sala da Pranzo è arricchita da rappresentazioni di animali e frutti esotici. Altre due stue adornano il Palazzo, oltre a quelle già citate: la cosiddetta stua verde del XVI secolo al piano nobile e una rara stua a baule, proveniente da una casa di Ponte in Valtellina, al secondo piano. A questo piano sono presenti altri ambienti decorati: un’ulteriore sala con scene tratte dalla mitologia classica, in questo caso le Metamorfosi di Ovidio, la ricostruzione della falconeria dei Besta e la ricostruzione di una stanza proveniente da una palazzo demolito di Traona.

L’ Antiquarium Tellinum
Al piano terra è allestita una ricca raccolta di steli preistoriche, alcune raffiguranti l’antica Dea Madre, denominata Antiquarium Tellinum.

Le scoperte archeologiche del secolo scorso hanno gettato luce sul nostro passato più remoto e attestano la presenza dell’uomo nel territorio tellino sin dall’Età del Rame (III millennio a.C.).

Chi siano questi antichi abitanti rimane ancora un mistero; gli studiosi hanno guardato ai Vennonetes, uno dei popoli sottomessi nella campagna militare romana del 15 a.C. citati nel Tropaeum Alpium innalzato da Augusto a La Turbie per celebrare la vittoria di Roma sulle Tribù alpine.
Non si può però escludere un primitivo insediamento dei Liguri, antico popolo pre-indoeuropeo, reso tenace e vigoroso dalle asperità dell’ambiente, che avrebbe introdotto in Valtellina la coltivazione della vite; i Liguri sarebbero poi stati assorbiti dalle successive ondate migratorie indoeuropee: Vennoneti, Reti, e Celti.

Dopo secoli di mistero e oblio, tutto iniziò nel 1941, quando la geniale Maria Reggiani Rajna rinvenì tre grandi steli preistoriche nella propria vigna presso la località Caven durante degli scavi per i lavori agricoli. Da allora si susseguirono le scoperte e gli studi e nel 1965 venne fondato l’Antiquarium Tellinum che ospita una collezione di reperti archeologici che vanno dalla preistoria all’età romana rinvenuti nel territorio di Teglio e nelle zone limitrofe.

Ma i segni della presenza delle antiche civiltà che abitarono la valle si possono rinvenire anche sul territorio: si tratta di incisioni e coppelle scavate nella pietra in luoghi probabilmente oggetto di antichi culti e misteriosi rituali: è il caso dell’area del Doss de la Forca, di Caven, e del Monte Torena (in val Belviso), tutti luoghi che nei secoli hanno acceso la fantasia popolare.

Emerge così il quadro di antiche popolazioni organizzate in clan disseminate nella vasta area dell’altopiano di Teglio e nei terrazzi intagliati nei fianchi della montagna, dediti all’agricoltura e alla caccia degli ungulati. Gli insediamenti erano villaggi fortificati con muri a secco, i cosiddetti “castellieri”, le cui tracce si possono trovare oggi nei toponimi e nei resti murari rinvenuti nella misteriosa selva de la Cuascia in località Posseggia.

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