aprile 23, 2018Numero di Telefono: 02 / 80294401Email: mbac-pm-lom@mailcert.beniculturali.it

SIRMIONE: PER LA PRIMA VOLTA APERTA AL PUBBLICO LA DARSENA DEL CASTELLO SCALIGERO

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SIRMIONE:
PER LA PRIMA VOLTA APERTA AL PUBBLICO LA DARSENA DEL CASTELLO SCALIGERO

Dopo un restauro durato più di 9 mesi, che ha riguardato oltre 600 mq di intonaci antichi, dal 24 marzo sarà per la prima volta aperta al pubblico la Darsena del Castello Scaligero. Il restauro, realizzato dal Polo Museale della Lombardia, ha compreso anche l’installazione di un nuovo corpo scala, collocato all’interno della torre di nord-est, interamente restaurata, la collocazione di ringhiere di protezione lungo il percorso e la realizzazione di una nuova illuminazione per le visite serali. È stata realizzata un’apposita carpenteria metallica, finita con pavimentazione lignea, che grazie a una scala a chiocciola a base quadrata consente l’approdo non solo al primo piano della torre, ma anche al piano superiore, dove il solaio si accosta alla pavimentazione in lastroni di pietra, da cui i soldati – difesi dalle merlature – potevano difendere il fortilizio.
L’intervento fa parte di un più ampio progetto di riqualificazione e valorizzazione del Castello Scaligero di Sirmione portato avanti dal Polo Museale della Lombardia, che negli ultimi due anni ha visto la messa in sicurezza del sito e il rifacimento delle pavimentazioni per oltre 400 mq. A completamento del progetto saranno a breve avviati anche i restauri del braccio est e del braccio sud della Darsena.

Il restauro è stato possibile grazie all’impegno del personale del Polo (del direttore, Stefano L’Occaso, della restauratrice Michela Palazzo e del geometra Tino Pacchieni), delle architette Giulia Biazzi e Valentina Zanolli, degli ingegneri Angelo e Nicola Valsecchi, dei geometri Davide Tomasoni e Gianluigi Comini. Hanno lavorato le imprese Ironstyle, Impresa Bossi, Falegnameria 2B, Rovetta Impianti Elettrici, Cadeo e la GERSO, che ha restaurato le superfici intonacate.

Modalità di visita

La Darsena sarà visitabile dalle ore 9.00 alle ore 18.30, per gruppi di 25 persone ogni 30 minuti fino a un massimo di 500 posti. Per la visita è necessario prenotare al momento dell’ingresso in Castello, oppure telefonando al numero 030 916468 o scrivendo all’indirizzo mail pm-lom.roccascaligera@beniculturali.it.

Storia del Castello e della Darsena

Se la cronologia del Castello è dibattuta, è invece certo che esso fu fatto costruire dalla famiglia Della Scala, che governò su Verona e il suo territorio dal 1259 al 1387. Le caratteristiche architettoniche del castello sono riconducibili a non prima del periodo di Cangrande della Scala (1308-1329). La rocca fu forse realizzata in più fasi costruttive: alla prima fase, degli anni appunto di Cangrande, apparterrebbe tutto il quadrilatero centrale, con le tre torri angolari (sud-ovest, nord-ovest e nord-est), il cortile principale (la piazza d’armi), il fabbricato posto sopra la biglietteria – che funse da cassero, ovvero da dormitorio per i soldati – e il mastio, che servì da abitazione del castellano e soprattutto da estremo presidio del castello e del borgo.
Alla seconda fase, forse databile già agli anni di Cansignorio e di Alberto (quindi, agli anni Settanta del Trecento), sarebbe riferibile tutto il residuo ampliamento, inclusa la Darsena, che invece alcuni hanno datato addirittura al XV secolo.
La Darsena è un eccezionale esempio di fortificazione portuale del XIV secolo, straordinario perché intatto e di altissimo valore storico-architettonico. La darsena è il porto nel quale riparavano le flotte scaligere prima, poi veneziane, giacché Sirmione fu governata dal 1405 al 1797 dalla Serenissima.
In pianta, la darsena si rivela come un trapezio irregolare, con il lato orientale divergente rispetto al perimetro esterno delle mura del Castello. La particolare inclinazione in pianta del muro esterno (orientale) della Darsena, fu probabilmente un accorgimento per proteggere lo specchio d’acqua al suo interno da venti e correnti: sembra infatti realizzata per evitare il vento di tramontana, il pelèr.

Due camminamenti paralleli la cingono su tre lati: il camminamento superiore serviva alle milizie, mentre il camminamento inferiore serviva invece per l’attracco delle barche, che entravano da est, tramite il varco aperto, largo circa 9 metri e difeso da una torretta chiusa. Questa si differenzia rispetto a tutte le altre torri del castello, che sono invece scudate. Scudata, ossia aperta verso l’interno, è anche la torre nord-est della Darsena e lo sono le due torrette centrali, che interrompono le lunghe cortine murarie a nord e a sud del porto. Le torri scudate sono tipiche dell’architettura scaligera: questa soluzione garantiva una veloce costruzione e ricostruzione, un miglior controllo visivo delle azioni difensive e inoltre non offriva riparo a nemici che vi si fossero introdotti.
Sull’esterno delle due torri della darsena, quella a sud-est e quella a nord-est, sono murati degli stemmi scaligeri, ma sull’esterno della torre nord-est lo stemma lapideo posto sul fronte nord, quello verso il borgo, raffigurava il grifone, simbolo comunale di Sirmione. Proprio dalla cima della torre nord-est della Darsena si riescono a cogliere la geometria e il perimetro della cerchia di mura scaligere di Sirmione, di cui il castello era l’avamposto.
Il bacino interno alla Darsena fu interrato dall’accumulo di detriti nel corso dei secoli e nell’Ottocento era oramai diventato un cortile calpestabile e tale rimase per tutto il secolo. Solo in seguito agli interventi di restauro iniziati nel 1919, la darsena fu liberata dai detriti e tornò ad accogliere l’acqua del lago al suo interno.

Galleria fotografica

Galleria fotografica prima e dopo Darsena _Sirmione

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